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Statuto

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
“PsicoIus”

Costituzione – Denominazione – Sede

Art. 1. È costituita con sede in Roma l’associazione di promozione sociale denominata “PsicoIus” ai sensi della Legge 383/2000 e successive modifiche nonché nel rispetto degli artt. 36 e seguenti del Codice Civile.
Art. 2. L’Associazione “PsicoIus”, più avanti chiamata per brevità Associazione, non ha scopo di lucro e svolge attività di utilità sociale a favore degli associati e di terzi.

Finalità e attività

Art. 3. L’Associazione in particolare persegue le seguenti finalità:
La promozione della psicologia giuridica e dei suoi campi applicativi, attraverso la ricerca, lo studio teorico, la formazione, la divulgazione scientifica, la sensibilizzazione della comunità sociale e il lavoro di rete. L’Associazione, muovendo dal contesto della psicologia giuridica, intende incorporare, al suo interno, ambiti non tipicamente psico-giuridici ma connessi alla materia e al sapere della psicologia, in particolare, di quella sociale e clinica, della salute e del benessere, evolutiva, del lavoro e delle organizzazioni.
L’Associazione, inoltre, intende diffondere la scuola di pensiero che si è sviluppata a partire dalle elaborazioni teoriche del prof. Gaetano De Leo proseguite dalla prof.ssa Patrizia Patrizi e dal suo gruppo. Tale impostazione ispira scopi e pratiche operative di PsicoIus, che riconosce come elettivo ambito di azione quello della psicologia giuridica, cioè quel ramo della psicologia che si applica ai processi di regolamentazione della convivenza, incluse le declinazioni nella norma giuridica e nei contesti della giustizia, quindi, come disciplina che connette psicologia e diritto entro un’area che, all’interno di questo rapporto, produce riflessioni, domande, orientamenti sulle questioni che riguardano la relazione tra persona, norma e collettività, sia in senso generale che nello specifico delle questioni di giustizia.
Art. 4. L’Associazione, partendo da un approccio interazionista, in un’ottica riparativa, di promozione del benessere, di prevenzione e intervento nell’ambito del disagio individuale e sociale, al fine di conseguire i propri scopi intende realizzare, sia a livello nazionale che internazionale, le seguenti attività, che vengono elencate a titolo meramente esemplificativo:
A. Ambito formativo:
- Attivazione di percorsi formativi (sul campo, residenziali e a distanza) in materia psicologico giuridica, rivolti a psicologhe/i, medici, avvocati, educatori/educatrici, assistenti sociali, figure dirigenziali e operative della pubblica amministrazione. I corsi saranno centrati in particolare sulle tematiche relative a interventi conoscitivi, di prevenzione e di trattamento, alla giustizia riparativa, la devianza, l’abuso e il maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza;
- Aggiornamento del personale docente e non docente delle istituzioni scolastiche, operatrici/ori socio-sanitari, autorità giudiziarie e forze dell’ordine, operatrici/ori dell’amministrazione della giustizia e del privato sociale;
- Incontri di supervisione;
- Organizzazione e gestione di eventi quali convegni, seminari, conferenze, workshop, percorsi di formazione e orientamento individuale o di gruppo, scolastico e professionale.

B. Ambito di studio e ricerca:
- Ricerca in psicologia giuridica e sulle tematiche di interesse della psicologia sociale e di comunità, della criminologia, della psicoterapia, dell’educazione e delle scienze umane e sociali, con divulgazione dei risultati del lavoro scientifico.

C. Ambito clinico e sociale:
- Tutte le azioni appresso indicate verranno progettate e realizzate in un’ottica di inclusione sociale, applicando modelli ad approccio riparativo e benesserizzante.
- Interventi di consulenza psicologico-giuridica e clinica;
- Promozione e realizzazione di interventi volti alla prevenzione e al trattamento della devianza in età adulta e giovanile;
- Progettazione, realizzazione e promozione di programmi di solidarietà sociale, tra cui l’attivazione di iniziative socio educative e culturali;
- Progettazione e realizzazione di interventi di prevenzione primaria e secondaria nelle scuole rivolti a genitori, bambine/i e/o adolescenti;
- Creazione di laboratori espressivo teatrali a scopo educativo, formativo, riabilitativo, risocializzativo rivolti a bambine/i, adolescenti, persone adulte in situazioni di disagio individuale e sociale;
- Attivazione di progetti, interventi e iniziative (anche se non specificatamente inclusi nell’oggetto sociale) ritenuti idonei dai soci fondatori (in prima istanza) e dal consiglio direttivo. A tal fine l’Associazione potrà collaborare e affiliarsi con enti pubblici e privati, favorendo il lavoro di rete in sinergia con le diverse agenzie del territorio;
- Pianificazione e sviluppo di una collaborazione istituzionale (sancita anche attraverso la sottoscrizione di accordi formali quali convenzioni e protocolli di intesa) volta alla realizzazione delle suindicate finalità e in generale alla condivisione di procedure operative con le principali figure e istituzioni afferenti agli ambiti applicativi privilegiati della psicologia giuridica.
Art. 5. Per il perseguimento dei propri scopi l’Associazione potrà inoltre aderire anche ad altri organismi di cui condivide finalità e metodi, collaborare con enti pubblici e privati per il conseguimento delle finalità statutarie, promuovere iniziative per raccolte occasionali di fondi al fine di reperire risorse finanziarie finalizzate solo ed esclusivamente al raggiungimento dell’oggetto sociale; effettuare attività commerciali e produttive, accessorie e strumentali ai fini istituzionali nonché curare l’edizione di stampe periodiche e non, nonché effettuare ogni altro servizio idoneo al raggiungimento degli scopi sociali quali, ad esempio, la creazione di una scuola di psicologia giuridica clinica e sociale con la finalità di offrire una completa preparazione nel campo della psicologia giuridica e dei suoi diversi ambiti applicativi e un servizio di consulenza psicologica giuridica, clinica e sociale, il cui scopo è quello di fornire ascolto, orientamento, sostegno e intervento in condizioni di disagio psicologico, relazionale, sociale.
Soci

Art. 6. Possono diventare soci dell’Associazione, tutti coloro che abbiano compiuto il 18° anno di età, senza alcuna discriminazione di genere, di orientamento sessuale, di appartenenza etnica, religiosa, e quelle fondate sulla disabilità e che, condividendone gli scopi, intendano impegnarsi per la loro realizzazione. L’Associazione esclude la temporaneità della partecipazione alla vita associativa. Il mantenimento della qualifica di socio è subordinato al pagamento della quota associativa annuale nei termini prescritti dall’assemblea.
Art. 7. La domanda di ammissione a socio deve essere presentata al Consiglio Direttivo. Il Consiglio deciderà sull’accoglimento o il rigetto dell’ammissione dell’aspirante.
I soci dell’associazione si distinguono in:
- Soci Fondatori, ossia coloro che hanno partecipato alla redazione dell’atto costitutivo e alla sottoscrizione del presente statuto.
- Soci Ordinari, ossia coloro che, riconoscendosi nelle finalità dell’Associazione, aventi maggiore età, inoltrano richiesta di ammissione alla stessa. Il Consiglio Direttivo valuterà termini e modalità di accoglimento della domanda e di ammissione dello stessa. I soci fondatori e ordinari hanno diritto di partecipare all’assemblea ed esercitare il voto. Essi potranno inoltre entrare a far parte del Consiglio Direttivo previo insindacabile giudizio dello stesso. Tali socie/i potranno inoltre accedere ai corsi previo inappellabile giudizio positivo da parte del consiglio direttivo.
- Soci Onorari, ossia coloro che, secondo il giudizio del consiglio direttivo, si siano distinti, per indiscusse doti scientifiche, umanistiche e per prestigio in ambito psicologico, sociale, umanistico e giuridico. I soci onorari sono esentati dal pagamento di qualsiasi contributo, pur godendo di tutti i diritti degli altri tipi di soci, compreso il diritto di voto.

Art. 8. Il rigetto della domanda di iscrizione deve essere comunicato per iscritto all’interessato specificandone i motivi.

 

Diritti e doveri di soci

L’Associazione è apartitica, apolitica, democratica, non ha finalità di lucro e non ammette discriminazioni di genere, di orientamento sessuale, di appartenenza etnica, religiosa, e quelle fondate sulla disabilità. L’Associazione adotta un linguaggio rispettoso del genere al fine di evitare pregiudizi, stereotipi culturali e discriminazioni linguistiche.
Art. 9. Tutti i soci dell’Associazione ne condividono principi e finalità. In tal senso si impegnano nel pieno rispetto della stessa.
Art. 10. Tutti i soci hanno uguali diritti: i soci hanno il diritto di essere informati su tutte le attività e iniziative dell’Associazione, di partecipare con diritto di voto alle assemblee, di essere eletti alle cariche sociali e di svolgere il lavoro comunemente concordato.
Essi hanno, inoltre, il diritto di recedere, con preavviso scritto di almeno 8 giorni, dall’appartenenza all’Associazione.
I soci hanno l’obbligo di rispettare e di far rispettare le norme dello Statuto e degli eventuali regolamenti che il Consiglio Direttivo potrà emanare.
Le prestazioni fornite dagli aderenti sono prevalentemente gratuite, salvo eventuali rimborsi delle spese effettivamente sostenute e autorizzate preventivamente dal Consiglio Direttivo. L’Associazione, in caso di particolare necessità, può intrattenere rapporti di lavoro retribuiti, anche ricorrendo ai propri associati.
Art. 11. La qualità di socio si perde:
a. per decesso;
b. per morosità nel pagamento della quota associativa;
c. dietro presentazione di dimissioni scritte o per recesso volontario;
d. per esclusione.
Perdono la qualità di socio per esclusione coloro che si rendono colpevoli di atti di indisciplina e/o comportamenti scorretti ripetuti che costituiscono violazione di norme statutarie e/o regolamenti interni e/o comportamenti non in linea con l’etica dell’Associazione e/o con il codice deontologico di appartenenza; oppure che senza adeguata ragione si mettano in condizione di inattività prolungata.
La perdita della qualità di socia/o nei casi a), b) e c) è deliberata dal Consiglio Direttivo, mentre in caso di esclusione, la delibera del Consiglio Direttivo deve essere ratificata da parte della prima Assemblea utile. Contro il provvedimento di esclusione il socio escluso ha 30 (trenta) giorni di tempo per fare ricorso all’Assemblea o, se previsto, al Collegio dei Probiviri.
Art. 12. Possono altresì aderire all’Associazione in qualità di sostenitori tutte le persone che, condividendone gli ideali, danno un loro contributo economico nei termini stabiliti. I sostenitori non hanno diritto di elettorato attivo e passivo, ma hanno il diritto di essere informati delle iniziative che vengono di volta in volta intraprese dall’Associazione.

 

Organi sociali e cariche elettive

Art. 13. Sono organi dell’Associazione:
a. l’Assemblea dei soci;
b. il Consiglio Direttivo;
c. il Presidente;
d. il Collegio dei Probiviri.
Tutte le cariche sociali sono elettive e prevalentemente gratuite.

 

Assemblea dei soci

Art. 14. L’Assemblea è organo sovrano ed è composta da tutti i soci. L’Assemblea viene convocata dal Consiglio Direttivo, almeno una volta l’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, per l’approvazione del rendiconto economico finanziario consuntivo e preventivo. L’Assemblea viene convocata, inoltre, dagli amministratori quando se ne ravvisi la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. L’Assemblea è presieduta dal Presidente in carica o, in sua assenza, dal Vice Presidente e, in ultimo caso, da persona designata dall’assemblea medesima.
Per convocare l’Assemblea, il Consiglio Direttivo si riunisce in seduta, delibera il giorno e l’ora della prima convocazione e il giorno e l’ora della seconda convocazione, che deve avvenire almeno il giorno successivo alla prima.
Le Assemblee, sia ordinarie che straordinarie, sono convocate mediante invio di messaggio di posta elettronica a tutti i soci, anche se sospesi o esclusi in attesa di giudizio definitivo dell’Assemblea, almeno 10 (dieci) giorni prima del giorno previsto.
L’avviso di convocazione deve contenere il giorno, l’ora e sede della convocazione; l’ordine del giorno con i punti oggetto del dibattimento.
Art. 15. L’Assemblea può essere costituita in forma ordinaria e straordinaria.
Art. 16. L’Assemblea ordinaria è validamente costituita con la presenza di almeno la metà degli associati, mentre in seconda convocazione è valida la deliberazione presa qualunque sia il numero degli intervenuti. È consentita l’espressione del voto per delega. Ciascun socio può essere latore di massimo due deleghe.
Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti espressi dai presenti.
Art. 17. Nelle deliberazioni di approvazione del Bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, i consiglieri non hanno voto. Per le votazioni si procede normalmente per alzata di mano. Per l’elezione delle cariche sociali si procede mediante il voto a scrutinio segreto su scheda.
Le deliberazioni sono immediatamente esecutive e devono risultare insieme alla sintesi del dibattito da apposito verbale sottoscritto dalla/dal Presidente e dalla/dal segretaria/o dell’Assemblea.
Art. 18. L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:
o discute e approva il bilancio preventivo e il rendiconto economico finanziario consuntivo;
o definisce il programma generale annuale di attività;
o procede alla nomina dei consiglieri e delle altre cariche elettive determinandone previamente il numero dei componenti;
o elegge e revoca il presidente;
o determina l’ammontare delle quote associative e il termine ultimo per il loro versamento;
o discute e approva gli eventuali regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’Associazione;
o delibera sulle responsabilità dei consiglieri;
o decide sulla decadenza dei soci ai sensi dell’art. 10;
o discute e decide su tutti gli argomenti posti all’Ordine del Giorno.
Art. 19. L’Assemblea straordinaria delibera sulla modifica dello Statuto; sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione del patrimonio.
Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria delibera in presenza di almeno due terzi degli associati e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; per lo scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

 

Consiglio Direttivo

Art. 20. Il Consiglio Direttivo è composto da 3 (tre) a 5 (cinque) membri, nominati dall’Assemblea; esso dura in carica 3 esercizi e i suoi componenti sono rieleggibili.
Art. 21. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni volta che vi sia materia su cui deliberare, quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri oppure dal Collegio dei Probiviri se previsto.
La convocazione è fatta a mezzo avviso affisso nella sede sociale almeno 10 (dieci) giorni prima della riunione (oppure a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo indicato dall’associato nella domanda di ammissione).
Le riunioni sono valide quando vi interviene la maggioranza dei consiglieri.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti. Le votazioni sono palesi tranne nei casi di nomine o comunque riguardanti le persone.
Art. 22. Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione: pone in essere ogni atto esecutivo necessario per la realizzazione del programma di attività che non sia riservato per legge o per statuto alla competenza dell’Assemblea dei soci.
Nello specifico:
 elegge tra i propri componenti il presidente e lo revoca;
 elegge tra i propri componenti il vice presidente e lo revoca;
 nomina il tesoriere e il segretario;
 attua tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;
 cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea;
 predispone all’Assemblea il programma annuale di attività;
 presenta annualmente all’Assemblea per l’approvazione: la relazione; il rendiconto economico e finanziario dell’esercizio trascorso da cui devono risultare i beni, i contributi, i lasciti ricevuti e le spese per capitoli e voci analitiche; nonché il bilancio preventivo per l’anno in corso.
 conferisce procure generali e speciali;
 instaura rapporti di lavoro, fissandone mansioni, qualifiche e retribuzioni;
 propone all’Assemblea i Regolamenti per il funzionamento dell’Associazione e degli organi sociali;
 riceve, accetta o respinge le domande di adesione di nuove/i socie/i;
 ratifica e respinge i provvedimenti d’urgenza adottati dal Presidente;
 delibera in ordine all’esclusione dei soci come da art. 10.
Art. 23. In caso venga a mancare in modo irreversibile uno o più consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede alla surroga attingendo alla graduatoria dei primi dei non eletti. Allorché questa fosse esaurita, indice elezioni suppletive per i membri da sostituire.

 

Il Presidente

Art. 24. Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione, ha l’uso della firma sociale. Dura in carica quanto il Consiglio Direttivo. È autorizzato a riscuotere pagamenti di ogni natura e a qualsiasi titolo e a rilasciarne quietanza.
Ha facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa in qualsiasi grado e giudizio.
Può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura generale o speciale. In caso di assenza o impedimento le sue mansioni sono esercitate dalla/l Vice Presidente vicario.
In casi di oggettiva necessità può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli alla ratifica del Consiglio Direttivo. Qualora il Consiglio Direttivo, per fondati motivi, non ratifichi tali provvedimenti, degli stessi risponde personalmente il Presidente.
Il Tesoriere

Art. 25. Il Tesoriere è il responsabile della gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione inerente l’esercizio finanziario e la tenuta dei libri contabili. Cura la redazione dei bilanci consuntivo e preventivo sulla base delle determinazioni assunte dal Consiglio.
Stanti i compiti affidati al Tesoriere è conferito potere di operare con banche e uffici postali, ivi compresa la facoltà di aprire o estinguere conti correnti, firmare assegni di traenza, effettuare prelievi, girare assegni per l’incasso e comunque eseguire ogni e qualsiasi operazione inerenti le mansioni affidategli dagli organi statutari. Ha firma libera e disgiunta dal Presidente del Consiglio per importi il cui limite massimo viene definito dal Consiglio Direttivo.

Il Segretario

Art. 26. Il Segretario è il responsabile della redazione dei verbali delle sedute di Consiglio e di Assemblea che trascrive sugli appositi libri affidati alla sua custodia unitamente al libro soci.

Collegio dei Probiviri

Art. 27. Il collegio dei Probiviri costituisce l’organo interno di garanzia per giudicare su eventuali ricorsi, nonché quello di amichevole compositore nel caso di liti all’interno dell’Associazione.
I Probiviri sono nominati dall’Assemblea in un numero di tre, durano in carica 5 esercizi e sono rieleggibili per non più di due mandati consecutivi.
La carica di Proboviro è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo.

 

Compiti del Collegio dei Probiviri:
- decisione, senza formalità di rito, entro trenta giorni dal ricevimento del ricorso da parte di qualche socio, per controversie interne all’Associazione; il loro lodo arbitrale è inappellabile;
- parere obbligatorio, ma non vincolante, sull’esclusione dei soci che sono stati deferiti dal Consiglio Direttivo nei casi previsti dall’art. 10.

 

Patrimonio, esercizio sociale e bilancio

Art. 28. L’esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Entro il 30 aprile di ogni anno il Consiglio presenta per l’approvazione all’Assemblea ordinaria: la relazione morale; il rendiconto economico e finanziario dell’esercizio trascorso o il bilancio, dal quale dovranno risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti; nonché il bilancio preventivo per l’anno in corso.
Art. 29. Le entrate dell’Associazione sono costituite da:

a. quote associative e contributi di simpatizzanti;
b. contributi di privati, dello Stato, di Enti, di Organismi internazionali, di Istituzioni pubbliche finalizzati al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
c. donazioni e lasciti testamentari;
d. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
e. proventi delle cessione di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
f. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento;
g. ogni altra entrata compatibile con le finalità dell’associazionismo di promozione sociale.
I proventi delle varie attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette. Un eventuale avanzo di gestione dovrà essere reinvestito a favore di attività istituzionali statutariamente previste.
Art. 30. Il patrimonio sociale è costituito da:
a. beni immobili e mobili;
b. azioni, obbligazioni ed altri titoli pubblici e privati;
c. donazioni, lasciti o successioni;
d. altri accantonamenti e disponibilità patrimoniali.

Art. 31. Il patrimonio sociale deve essere utilizzato, secondo le leggi vigenti, nel modo più opportuno per il conseguimento delle finalità dell’Associazione.
Le quote sociali sono intrasferibili. In caso di dimissioni, esclusione o morte di un socio, la sua quota sociale rimane di proprietà dell’Associazione.
Scioglimento dell’Associazione e devoluzione dei beni

Art. 32. Lo scioglimento dell’Associazione viene deciso dall’Assemblea che si riunisce in forma straordinaria ai sensi dell’art. 18 del presente statuto.
In caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione, dedotte le passività, sentito l’organismo di controllo di cui alla legge 662/96 verrà devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di utilità sociale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve ai soci.
Norma finale

Art. 33. Il presente Statuto deve essere osservato come atto fondamentale dell’Associazione. Per quanto non vi viene espressamente previsto si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.